Padova

PADOVA

Al centro della pianura Veneta, tra laguna, colli e Prealpi, si trova la provincia di Padova, un insieme ricco di arte, cultura, sapori e tradizioni

Visitare la provincia di Padova significa scoprire una terra sorprendentemente ricca di storia, cultura, vitalità e ingegno, caratterizzata da una grande varietà di luoghi da vedere, sapori da gustare, persone da incontrare. Un territorio dove gente operosa ha sempre saputo rinnovare la tradizione storica e culturale.

PADOVA E PRATO DELLA VALLE

Prato della Valle, uno dei simboli di Padova, è una grande piazza ellittica che, oltre ad essere la maggiore piazza padovana, è una delle più grandi d’Europa (88620 mq), seconda solo alla Piazza Rossa di Mosca.

La piazza è in realtà un grande spazio monumentale caratterizzato da un’isola verde centrale, chiamata Isola Memmia, in onore del podestà che commissionò i lavori, circondata da un canale ornato da un doppio basamento di statue numerate di celebri personaggi del passato che secondo il progetto originario dovevano essere 88.
Oggi possiamo osservare, invece, solo 78 statue con 8 piedistalli sormontati da obelischi e 2 vuoti.

Quattro viali attraversano il Prato su piccoli ponti, per poi incontrarsi al centro dell’isolotto.

La sistemazione trae ispirazione dalla grande tradizione veneta del giardino patrizio; qui per la prima volta questo venne distolto dall’uso privato e proposto, secondo i concetti neoclassici, come soluzione urbanistica e qualificazione ambientale.

PADOVA E LA BASILICA DI SANT' ANTONIO

La Basilica di Sant’Antonio, conosciuta con il nome “Il Santo”, è il centro religioso più importante della città, e meta di migliaia di pellegrini che ogni anno, e in particolare il 13 giugno, festa del Santo, invadono la città per la famosa processione.

La Basilica, che fu iniziata nel 1232 per custodire la tomba del frate francescano Antonio, morto a Padova nel 1231, sorge nel luogo ove già dal 1110 esisteva una chiesa dedicata a Maria poi inglobata nella Basilica come Cappella della Madonna Mora.
Nel 1229 era sorto accanto alla chiesetta il convento dei frati fondato probabilmente dallo stesso Sant’Antonio.

La vasta costruzione presenta nella sua complessa struttura una caratteristica fusione di stili: elementi romanici nella facciata a campana, gotici nella pianta del deambulatorio con le sette cappelle, bizantini nelle otto cupole rivestite in piombo e moreschi nei due campanili sottili e slanciati.

Il tempio fu subito oggetto di attenzioni e cure, anche da parte del Comune di Padova che chiamò i più valenti artisti per decorarlo, a partire da Giotto che pare lavorò per il Capitolo dei Frati, nell’attuale omonimo chiostro.

La lunetta del portale maggiore in cui il Mantegna raffigurò i santi Antonio e Bernardino da Siena, oggi conservata al Museo Antoniano, è sostituita da una copia di Nicola Locoff.
Le tre porte in bronzo sono state realizzate dall’architetto Camillo Boito (1895).

L’interno, a croce latina e a tre navate che si uniscono in semicerchio dietro la tribuna, dove si aprono nove cappelle radiali, è un concentrato di capolavori.
Attirano la nostra attenzione soprattutto i monumenti funebri di medici, guerrieri, prelati, letterati.

A Michele Sanmicheli si devono il Monumento al cardinale Pietro Bembo (nel secondo pilastro a destra), e quello in onore del nobile veneziano Alessandro Contarini.

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